PROCEDURA DI RIELABORAZIONE DEL PRGC

Report degli incontri dal titolo
COSTRUIAMO UN PERCORSO PER LAVORARE INSIEME
SUL FUTURO DI FRANCOFONTE

tenutisi venerdì 31/7 e sabato 1/8 2009
Centro Anziani, c.da Quadri, Francofonte

 

 

COMUNE DI FRANCOFONTE

               Ufficio di Piano

Premessa

Ai fini della redazione delle direttive generali per la rielaborazione del Piano Regolatore Generale Comunale di Francofonte, l’Amministrazione Comunale ha avviato un processo di ascolto e partecipazione della cittadinanza, affinché la redazione delle stesse direttive possa occasione per trasformare lo stesso Piano da semplice obbligo di legge di natura vincolistica a strumento di promozione di politiche innovative per lo sviluppo socio-economico del territorio francofontese capaci di coinvolgere tutte le componenti economiche e sociali del territorio.

In particolare, nei giorni 31/7/2009 e 1/8/2009 si sono tenuti, presso il centro anziani in contrada Quadri, due incontri organizzati dall’Amministrazione Comunale, in tutte le sue componenti (Giunta, Consiglio comunale, Ufficio Tecnico Comunale) in collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Urbanistica dell’Università degli Studi di Catania con la cittadinanza di Francofonte finalizzati alla messa a fuoco di temi e proposte che si articolano su due livelli:

Il livello delle procedure, ossia relativo alle modalità con cui le componenti sociali francofontesi possono o vogliono partecipare alla rielaborazione del Piano;

Il livello dei contenuti, ossia relativo ai principali nodi tematici e problematici a cui il piano deve necessariamente far fonte.

I due incontri hanno visto la partecipazione di più 50 persone tra membri della giunta, consiglieri comunali, rappresentanti dell’Ufficio Tecnico Comunale, ricercatori del Dip. di Architettura e Urbanistica dell’Università degli Studi di Catania, liberi professionisti operanti nel territorio, rappresentanti delle varie forme di organizzazione della comunità (associazioni di volontariato, dirigenti scolastici, centro anziani, sindacati, etc.), rappresentanti del mondo produttivo e liberi cittadini.

Tutti i partecipanti sono stati d’accordo nell’intendere il Piano non più come uno schema di vincoli la cui redazione è imposta dalla legge, ma piuttosto come uno strumento innovativo capace di promuovere e facilitare politiche per lo sviluppo locale.

 

Proposte sulle modalità di partecipazione alla rielaborazione del piano

Nel corso degli incontri è emerso con chiarezza non solo che le diverse componenti della comunità francofontese (politiche, tecniche, sociali e produttive) sono pienamente disponibili a contribuire direttamente alla elaborazione del Piano, ma anche che l’ipotesi di partecipazione delle parti sociali ed economiche francofontesi al processo pianificatorio sia l’unica percorribile nel caso in cui si voglia davvero che tale piano diventi strumento di promozione di sviluppo socio-economico; tutto ciò, però, a patto che la partecipazione sia vista come scambio bidirezionale tra la cittadinanza e l’Amministrazione (nelle sue componenti sia tecniche sia politiche). In particolare un tale indirizzo è emerso non solo dagli interventi di saluto dei rappresentanti istituzionali dell’Ass.re all’Urbanistica Avv.to Gaetano Spoto Puleo, del Responsabile del Settore Urbanistica dell’Ufficio Tecnico ing. Dott. Salvatore La Terra Mulè, ma anche, nel corso del lavoro, dalle dichiarazioni del Sindaco dott. Giuseppe Castania e dei consiglieri, Giuffrida, Privitelli, De Petro, Bonavita e Salafia.

Da un lato infatti la partecipazione popolare alla rielaborazione del Piano viene vista come pratica innovativa positiva per la costruzione di politiche innovative (le componenti sociali francofontesi possono infatti dare significativi contributi sia all’analisi delle attuali condizioni socio-economiche del territorio, sia alla individuazione di strategie progettuali); viene tuttavia segnalata la necessità di condurre una intensa campagna educativa sulle differenze che esistono tra processi di sviluppo economico e semplice crescita edilizia, segnalando che l’attuale decrescita demografica del territorio non permette alcuna ulteriore incremento del patrimonio edilizio in dotazione al comune.

Si segnala inoltre la necessità di ampliare le modalità di coinvolgimento delle parti sociali sia in termini quantitativi che qualitativi:

da un lato, è emersa la necessità di trovare modalità di coinvolgimento di un maggior numero di soggetti, ulteriormente diversificati, rispetto a quelli che hanno partecipato agli incontri di questi giorni, in modo da non lasciare fuori dal processo nessuna parte sociale importante; per esempio è stata scarsa la presenza in questi giorni di commercianti, artigiani e associazioni culturali;

dall’altro sono emerse diverse proposte su come migliorare, non solo da un punto di vista quantitativo ma anche qualitativo, le modalità di collaborazione con le diverse parti sociali.

Per tutti risulta importante comprendere quali sono i tempi richiesti per la rielaborazione e quali sono i limiti non solo temporali ma anche sul piano dei contenuti (cfr., per esempio, il problema della edificabilità dei suoli, ecc.), entro cui la partecipazione si muoverà. Inoltre risulta importante porsi come obiettivo del lavoro una indagine approfondita sullo stato socio-economico del territorio di Francofonte, le cui modalità sono da definirsi ma che può prevedere la partecipazione attiva della cittadinanza, al fine di rilevare tutte quelle dinamiche sociali ed economiche che vanno oltre i luoghi comuni e non sono facilmente rilevabili.

I tecnici che operano nel territorio si sono per esempio dichiarati disponibili a partecipare a futuri incontri aventi un più preciso taglio tematico, comunicato preventivamente, in modo che ciascuno abbia la possibilità di preparare il proprio contributo. Gli stessi tecnici si rivelano anche soggetti importanti per la loro capacità di coinvolgere i propri clienti nel processo di costruzione di politiche territoriali innovative, con un rapporto, ancora una volta bidirezionale (conoscenza dei problemi del territorio rappresentati dai clienti, ma anche spiegazione a questi di alcuni problemi o possibili politiche innovative).

Si sono altresì configurate possibilità di lavoro con alcune categorie sociali attraverso la collaborazione con le principali organizzazioni di comunità. In particolare, dal tavolo di lavoro sono emerse le seguenti ipotesi:

un percorso di partecipazione degli anziani, attraverso il centro anziani, che può essere finalizzato, per esempio, alla individuazione delle infrastrutture territoriali storiche (non solo al centro storico ma anche nell’ambito del territorio agricolo) e alla definizione di quale supporto queste possono dare alla sviluppo economico del territorio;

un percorso di partecipazione dei giovani di Francofonte, nelle diverse fasce di età, attraverso un percorso di collaborazione con le scuole, per la costruzione di un ipotesi di futuro condivisa proprio dai protagonisti di tale futuro; è emersa, in particolare, la possibilità di creare un coordinamento di tutte le scuole presenti sul territorio;

la partecipazione del grande numero di francofontesi residenti in altre parti d’Italia o all’estero, ma che mantengono forte legami (affettivi, immobiliari, etc.), manifestando un grande interesse per le sorti di questo territorio; una prima ipotesi è quella di sfruttare il sito web del comune per sistematizzare le informazioni e raccogliere le segnalazioni dei francofontesi residenti altrove, attraverso la costituzione di forum.

A queste ipotesi di lavoro se ne aggiunge una molto importante che ruota attorno al “problema casa” nell’ambito del territorio. Le componenti sociali, come i sindacati e le associazioni di categoria, hanno fatto emergere come la mancanza di margini di edificabilità sul territorio potrebbe provocare una speculazione sui prezzi delle abitazioni esistenti e questo potrebbe rendere problematico il soddisfacimento del fabbisogno abitativo per quello che riguarda le prime case. Per questo per esempio le componenti sindacali si sono offerte di ragionare sulle modalità con cui costruire una serio censimento di tale fabbisogno, che comprenda una stima esatta delle case in affitto (compresa la porzione di contratti d’affitto non registrata); in particolare si è ipotizzata la possibilità di incrociare le informazioni non nominative fornite dai sindacati con l’elenco dei contribuenti ICI non residenti a Francofonte e l’elenco degli affitti degli ultimi tre anni che può essere fornito dall’ufficio tasse. Una ipotesi di lavoro potrebbe essere quella di lavorare con soggetti come l’IACP e con gli Istituti di credito per agevolazioni che puntino alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente anche per il soddisfacimento delle domande di prime case per soggetti appartenenti a varie fasce di reddito; questo andrebbe anche nella direzione del recupero dell’ampio patrimonio edilizio esistente e attualmente sottoutilizzato.

 

Alcuni spunti sui possibili contenuti del futuro piano

Sebbene i temi emersi durante il dibattito vadano ulteriormente approfonditi, sia da parte dei tecnici incaricati che dei partecipanti, nel corso dei prossimi incontri, sono già emersi numerosi e importanti temi su cui è necessario lavorare. Oltre al già citato problema della casa, è emerso per esempio come lo sviluppo del territorio può essere innescato dal piano solo se esso è in grado di guardare al territorio in modo complesso, integrando politiche di sviluppo sia dell’ampia porzione di patrimonio edilizio sottoutilizzato del centro abitato, soprattutto del centro storico, sia del territorio extraurbano, anch’esso sottoutilizzato.

Particolarmente urgente, anche a causa del continuo progredire del fenomeno dell’abusivismo edilizio, risulta essere un Piano di Recupero del Centro storico, che contenga, come primo passo, una analisi approfondita del patrimonio abitativo francofontese, con particolare attenzione al nucleo storico con valore artistico e antropologico, anche a partire da i numerosi studi condotti sia dall’AC sia da privati. Tutto ciò deve portare a rielaborare il senso dell’attuale perimetro di Centro Storico in rapporto al reale valore storico del tessuto edilizio in esso ricadente; tale studio potrebbe portare inoltre a individuare tutte quelle strategie trasformative di immobili non “storici” per progetti di riqualificazione in grado di dotare il centro abitato di servizi utili alla rivitalizzazione:

servizi per la residenza, quali parcheggi e verde; la previsione di nuove superfici a verde pubblico appare particolarmente importante per tutto il centro abitato e i richiede l’elaborazione di un vero e proprio piano del verde;

strutture per la promozione culturale e turistica come centri espositivi tematici e piccoli musei; è stata fatta richiesta, in particolare, di strutture museali che permettano la conservazione e la valorizzazione della memoria storica di Francofonte;

infrastrutture per il tempo libero dei giovani;

abbattimento barriere architettoniche.

A tale scopo possono essere anche utilizzati edifici già di proprietà pubblica; è stato citato l’esempio del palazzo comunale, che può essere pensato in futuro come un luogo aperto alla cittadinanza più che una sede di uffici amministrativi. Il PdR, se dotato di opportune indicazioni sui colori (Piano del colore) e sulle modalità di trattamento di facciata, potrebbe avere effetti positivi sull’attuale assetto cromatico-estetico (per es: potrebbe essere richiesto che la facciata di un edificio debba essere completata prima dell’interno, per evitare i numerosi casi di edifici non finiti all’esterno).

Altrettanto importante risulta essere la progettazione di vero e proprio parco sub-urbano, in cui le politiche di conservazione delle infrastrutture territoriali storiche (es: Realizzazione di un percorso turistico e fruibile dei siti archeologici e antropologici) vadano di pari passo con lo svilupparsi di attività economiche e di dinamiche di fruizione del territorio extraurbano (attività ricettive legate al turismo, ma anche promozione di attività produttive non agrumicole interessanti e oggi poco sfruttate come l'apicoltura o la produzione di sughero). Tali politiche possono essere costruite con trasformazioni edilizie e infrastrutturali che non guardino solo all’incremento di cubatura come possibile strumento di promozione di sviluppo: un importante ruolo sarà giocato dall’uso innovativo delle risorse ambientali quali energia, acqua e verde.

Tavole Esposte:

· Tav.  1 - Il Centro urbano: un patrimonio sottoutilizzato

· Tav. 2 - Segni Storici nel territorio Contemporaneo

· Tav. 3 - Acqua e suoi paesaggi

· Tav. 4 - Pianificazione Energetica

· Tav. 5 - Piano Triennale opere pubbliche

 

 

 

 

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DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA E URBANISTICA

                        DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CATANIA